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Domenica 21 Giugno 2009

S. José Isabel Flores Varela, sac. e martire (1866-1927)

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San José Isabel Flores Varela

Sacerdote e martire messicano

 

Dopo le grandi persecuzioni contro la Chiesa nel periodo della Rivoluzione Francese, delle leggi anticlericali dei governi italiani e francesi della seconda metà dell’Ottocento, delle sanguinose persecuzioni contro i missionari e fedeli cattolici in Cina, negli anni a cavallo fra il XIX e XX secolo; della Rivoluzione Bolscevica in Russia del 1918 e prima di arrivare negli anni 1934-1939 alla grande carneficina della Guerra Civile Spagnola, si ebbe la persecuzione in Messico dal 1915 al 1929.

 

Dopo la dittatura di Porfirio Diaz (1876-1911) si ebbe un periodo di rivoluzioni e di guerre civili; in quest’arco di anni, le condizioni della Chiesa nel Messico furono estremamente difficili, specialmente dopo l’entrata in vigore, il 5 febbraio 1917, della nuova Costituzione anticlericale e antireligiosa.

Il clero cattolico fu oggetto di minacce, soprusi e vessazioni da parte dei governi massonici, che si spinsero fino alla più bruta violenza e all’assassinio; in fondo si perseguitarono i preti solo perché sacerdoti.

 

In un continuo succedersi di presidenti chiamati a guidare il Paese, alcuni uccisi, in preda a costanti conflitti interni, si giunse alla nomina di Plutarco Elias Calles nel 1924, questi lavorò per il risanamento economico, il rafforzamento del movimento operaio, favorì la distribuzione della terra ai contadini, ma inasprì anche la lotta contro la Chiesa, che in varie occasioni e situazioni si tramutò in una vera e propria persecuzione; i sacerdoti ed i laici cattolici vennero a scontrarsi con il più acerrimo ateismo.

 

San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005), il 22 novembre 1992, beatificò nella Basilica di S. Pietro, 25 di questi perseguitati, che da sacerdoti, parroci o laici, donarono con il martirio la loro vita per la difesa della Fede e per l’affermazione della presenza della Chiesa Cattolica in Messico.

Il 21 maggio del 2000 lo stesso pontefice li ha canonizzati tutti i 25 in Piazza S. Pietro, indicando alla Chiesa Universale l’esempio della loro santità, operata in vita e coronata dal martirio finale. 

Canonizzati il 21 maggio 2000 :

 

Sacerdoti : Cristobal Magallanes Jara, Agustin Caloca Cortes, Roman Adame Rosales, Rodrigo Aguilar Aleman, Julio Alvarez Mendoza, Luis Batis Sainz, Mateo Correa Magallanes, Atilano Cruz Alvarado, Miguel De La Mora, Pedro Esqueda Ramirez, Margarito Flores Garcia, José Isabel Flores Varela, David Galvan Bermudez, Pedro de Jesus Maldonado Lucero, Jesus Mendez Montoya, Justino Orona Madrigal, Jose Maria Robles Hurtado, Toribio Romo Gonzalez, Jenaro Sanchez Delgadillo, Sabas Reyes Salazar, David Uribe Velasco, Tranquilino Ubiarco Robles.

Laici : Salvador Lara Puente, Manuel Morales, David Roldan Lara.

 

I 25 santi martiri messicani, per volontà del suddetto Pontefice, entrarono, subito dopo la canonizzazione, nel Calendario Romano al 21 maggio con il grado di “memoria facoltativa”.

Il Martyrologium Romanum commemora, invece, i diversi santi separatamente, ciascuno nell’anniversario del martirio.

 

J

osé Isabel Flores Varela, nasce a Santa Maria de la Paz, Zacatecas (archidiocesi di Guadalajara), il 28 novembre 1866.

 

Fu cappellano di Matatlán, Jalisco, per 26 anni dove diffuse la carità del suo ministero in quella cappellania, mostrandosi a tutti un padre affettuoso, confortandoli con il suo zelo e la sua povertà, il suo spirito di sacrificio, la sua pietà e la sua sapienza.

 

Fu vigliaccamente tradito da un suo vecchio compagno, che aveva tante volte aiutato; e denunciato al capo di Zapotlanejo il piccolo paese dove esercitava il suo ministero sacerdotale.

 

Il 18 giugno 1927 fu incarcerato mentre si recava in una fattoria per celebrare la Messa e messo in un luogo sporco e maltrattato, finché il 21 giugno 1927 fu preso di notte e condotto nel cimitero di Zapotlanejo per l’esecuzione.

La cosa non fu facile, cercarono di impiccarlo ma non vi riuscirono; il capo degli aguzzini, allora, ordinò di sparargli, ma un soldato riconobbe in padre José Isabel Flores Varela, il sacerdote che l’aveva battezzato pertanto si rifiutò, il capo infuriato uccise il soldato.

Misteriosamente le altre armi non spararono contro il sacerdote inceppandosi; allora uno degli assassini tirato fuori un coltello, tagliò la gola all’eroico martire.



Fonti principali: santiebeati.it; vatican.va (“RIV./gpm”).




 
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