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Sabato 21 Maggio 2011

S. Eugène de Mazenod, vescovo e fondatore (1782-1861)

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Sant’ Eugenio de Mazenod  
Vescovo di Marsiglia, fondatore :

“Missionari Oblati di Maria Immacolata”

 

E

ugenio, al secolo Charles-Joseph-Eugène, de Mazenod fece la sua entrata in un mondo destinato a cambiare molto rapidamente. Nato a Aix in Provenza, nel sud della Francia, il 1° agosto 1782, sembrava che avesse ereditato sia rango che ricchezza dalla sua famiglia, entrata non da molto tempo nella nobiltà di toga. Lo scompiglio della rivoluzione francese venne a rovesciare tutto ciò per sempre. All'età di otto anni Eugenio fu costretto a fuggire dalla Francia con la sua famiglia, abbandonando tutte le proprietà e cominciando così un periodo di undici anni di esilio.

 

All’inizio a Nizza nel 1791, dove furono raggiunti dalla madre e dalla sorella, successivamente a Torino (1791), Venezia (1794), Napoli (1797) con il padre e Palermo (1799) dove resterà fino al suo ritorno in Francia. Questi spostamenti lasciarono delle lacune nella sua formazione intellettuale e lo esposero anche a molte influenze, buone e cattive.

 

Nel 1802, all'età di 20 anni, Eugenio poté tornare nella sua patria. Questo contatto fece svanire i suoi sogni come d'incanto. Si accorse di essere un semplice cittadino: la Francia era totalmente cambiata. I suoi genitori si separarono e sua madre stava lottando per riavere le sue proprietà e allo stesso tempo si affannava a procurargli in moglie una ricca ereditiera. Cadde in una triste depressione, con un futuro incerto. Fu in questo periodo che si risvegliarono in lui il senso di altruismo insieme ai sentimenti di fede provati a Venezia dopo l’incontro con Don Bartolo Zinelli. Guardandosi attorno osservò la situazione disastrosa della Chiesa in Francia, umiliata e decimata dalla rivoluzione. Sentì la chiamata al sacerdozio e la prese in considerazione. Nonostante l'opposizione della madre entrò nel seminario di S. Sulpizio a Parigi e il 21 dicembre 1811 fu ordinato prete ad Amiens.

 

Ritornato ad Aix, nel 1812, non si rinchiuse in una parrocchia, ma mise il suo sacerdozio al servizio dei più abbandonati: detenuti, giovani, servi, contadini. Il clero locale gli fece una dura opposizione, ma egli continuò la sua strada. Dopo qualche anno cercò dei collaboratori, ugualmente motivati, che lasciarono le vecchie strutture per unirsi a lui. Eugenio e i suoi compagni predicavano in provenzale, la lingua del popolino, non nel francese ufficiale. Di villaggio in villaggio rievangelizzavano la gente passando anche lunghe ore in confessionale. Tra una missione e l'altra il gruppo viveva un'intensa vita di comunità dedita alla preghiera e allo studio. Si chiamarono “Missionari di Provenza”.

 

Il 17 febbraio 1826 Pp Leone XII (Annibale Sermattei della Genga, 1823-1829) approvò la Congregazione col nome di “Oblati di Maria Immacolata”. Eugenio fu eletto Superiore Generale e continuò ad ispirare e guidare i suoi uomini per 35 anni fino alla sua morte.

La diocesi di Marsiglia era stata soppressa dopo il Concordato del 1802 e quando fu ristabilita, il vecchio zio di Eugenio, Canonico Fortunato de Mazenod, ne divenne vescovo nel 1823. Egli nominò Eugenio suo Vicario Generale e così la maggior parte del lavoro nella ricostruzione della diocesi cadde sulle sue spalle.

 

Nel 1832, Eugenio venne nominato da Pp Gregorio XVI (Bartolomeo Mauro Alberto Cappellari, 1831-1846) vescovo titolare d'Icosia e Visitatore apostolico di Tunisi e Tripoli; è consacrato a Roma il 14 ottobre non badando alle pretese del governo francese che si arrogava diritti di approvazione su tali nomine.

Cinque anni più tardi (1837), dopo le dimissioni dello zio, fu nominato vescovo di Marsiglia.

Anche se Eugenio aveva fondato gli Oblati di Maria Immacolata principalmente per la povera gente di campagna, il suo zelo per il Regno di Dio e il suo attaccamento alla Chiesa spinsero gli Oblati verso nuove frontiere. I suoi uomini si avventurarono in Svizzera, Inghilterra, Irlanda. A causa del suo zelo Eugenio fu soprannominato “un secondo Paolo” e i vescovi missionari andavano da lui per domandargli Oblati per i loro vasti campi di missione. Eugenio rispose a cuore aperto nonostante il loro piccolo numero e mandò i suoi uomini nel Canada, Stati Uniti, Ceylon (attuale Sri Lanka) Sud Africa, Basutoland (attuale Lesotho). I missionari, della stessa sua tempra, si aprirono a ventaglio predicando, battezzando, curando. Spesso scoprirono nuove terre, fondarono nuove diocesi e, in una parola “non lasciarono nulla di intentato per l'avanzamento del Regno di Cristo”. Negli anni che seguirono, la spinta della missione oblata continuò e anche oggi l'impulso di S. Eugenio è vivo nei suoi uomini in 68 paesi diversi.

 

Durante questo fermento di attività missionaria, Eugenio era allo stesso tempo un pastore di primo piano nella Chiesa di Marsiglia, dando alla diocesi le strutture necessarie: seminario modello, nuove parrocchie, cattedrale, Santuario di Nostra Signora della Guardia (meta di numerosissimi pellegrinaggi), santità dei sacerdoti, presenza di altre Congregazioni Religiose, difesa dei diritti del Papa. Era diventato una figura di spicco nella Chiesa di Francia.

 

1854: Si reca a Roma per la proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione di Maria.

1856: È nominato senatore dell'Impero da Napoleone III.

1861: Il 21 maggio muore al canto della Salve Regina, lasciando ai suoi figli spirituali, come testamento, le parole: “Tra voi la carità... la carità... la carità... e fuori lo zelo per le anime”.

1926: Inizio del processo diocesano di beatificazione a Marsiglia.

1929: Inizio del processo di beatificazione a Roma.

1975: Il 19 ottobre S.S. Paolo VI (Giovanni Battista Montini, 1963-1978) lo proclama beato.

1995: Il 3 dicembre San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005) lo canonizza.

 

Significato del nome Eugenio : “ben nato, di buona nascita, nobile” (greco).



Fonti principali: geocities.com; omi.it; vatican.va (“RIV./gpm”).


Preghiera


O Dio, che nella tua misericordia, hai voluto arricchire il santo Vescovo Eugenio de Mazenod di grandi virtù apostoliche per annunciare il Vangelo alle genti, concedi a noi, per sua intercessione, di ardere del medesimo spirito e di tendere unicamente al servizio della Chiesa e alla salvezza delle anime. (Colletta della festa di sant’Eugenio de Mazenod)







 
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