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<title>VANGELO DEL GIORNO</title>
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<language>it</language>
<lastBuildDate>Sun, 14 Mar 2010 17:41:03 +0100</lastBuildDate>
<copyright>copyrigth © evangelizo.org</copyright>
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<title>EVANGELIZO</title>
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<description>Signore, da chi andremo ? Tu hai parole di vita eterna  Gv 6, 68</description>
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<title>Lunedì 15 Marzo 2010 : Libro di Isaia 65,17-21. </title>
<category>LECTIO 1</category>
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<description>Ecco infatti io creo nuovi cieli e nuova terra; non si ricorderà più il passato, non verrà più in mente, 
poiché si godrà e si gioirà sempre di quello che sto per creare, e farò di Gerusalemme una gioia, del suo popolo un gaudio. 
Io esulterò di Gerusalemme, godrò del mio popolo. Non si udranno più in essa voci di pianto, grida di angoscia. 
Non ci sarà più un bimbo che viva solo pochi giorni, né un vecchio che dei suoi giorni non giunga alla pienezza; poiché il più giovane morirà a cento anni e chi non raggiunge i cento anni sarà considerato maledetto. 
Fabbricheranno case e le abiteranno, pianteranno vigne e ne mangeranno il frutto. 
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<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 00:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Lunedì 15 Marzo 2010 : Salmi 30,2.4.5-6.11-13. </title>
<category>PSALMUS</category>
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<description>Ti esalterò, Signore, perché mi hai liberato e su di me non hai lasciato esultare i nemici. 
Signore, mi hai fatto risalire dagli inferi, mi hai dato vita perché non scendessi nella tomba. 
Cantate inni al Signore, o suoi fedeli, rendete grazie al suo santo nome, 
perché la sua collera dura un istante, la sua bontà per tutta la vita. Alla sera sopraggiunge il pianto e al mattino, ecco la gioia. 
Ascolta, Signore, abbi misericordia, Signore, vieni in mio aiuto. 
Hai mutato il mio lamento in danza, la mia veste di sacco in abito di gioia, 
perché io possa cantare senza posa. Signore, mio Dio, ti loderò per sempre. 
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<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 00:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Lunedì 15 Marzo 2010 : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 4,43-54. </title>
<category>EVANGELIUM</category>
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<description>Trascorsi due giorni, partì di là per andare in Galilea. 
Ma Gesù stesso aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella sua patria. 
Quando però giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero con gioia, poiché avevano visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme durante la festa; anch'essi infatti erano andati alla festa. 
Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l'acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafarnao. 
Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e lo pregò di scendere a guarire suo figlio poiché stava per morire. 
Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». 
Ma il funzionario del re insistette: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». 
Gesù gli risponde: «Và, tuo figlio vive». Quell'uomo credette alla parola che gli aveva detto Gesù e si mise in cammino. 
Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». 
S'informò poi a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un'ora dopo mezzogiorno la febbre lo ha lasciato». 
Il padre riconobbe che proprio in quell'ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive» e credette lui con tutta la sua famiglia. 
Questo fu il secondo miracolo che Gesù fece tornando dalla Giudea in Galilea. 
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<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 00:00:00 +0100</pubDate>
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<item><title>Lunedì 15 Marzo 2010 : Commento Baldovino di Ford </title>
<category>MEDITATIO</category>
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<description>        « La parola di Dio è viva » (Eb 4, 12). Ecco quanto è grande la potenza e la sapienza racchiusa nella parola di Dio ! Il testo è altamente significativo per chi cerca Cristo, che è precisamente la parola, la potenza e la sapienza di Dio. Questa parola, fin dal principio coeterna col Padre, a suo tempo fu rivelata agli apostoli, e per mezzo di essi fu annunziata e accolta con umile fede dai popoli credenti... 
 
        Questa parola di Dio è viva, e ad essa il Padre ha dato il potere di avere la vita in se stessa, né più né meno come il Padre ha la vita in se stesso (Gv 5, 26). Per cui il Verbo non solo è vivo, ma è anche vita, come egli stesso dice : « Io sono la via, la verità e la vita » (Gv 14, 6). È quindi vita, è vivo, e può dare la vita. Infatti « come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi vuole » (Gv 5, 21). E dà la vita quando chiama il morto dal sepolcro e dice : « Lazzaro, vieni fuori ! » (Gv 11, 43). Quando questa parola viene predicata, il Cristo dona alla voce del predicatore, che si percepisce esteriormente, la virtù di operare interiormente, per cui i morti riacquistano la vita, e rinascono nella gioia dei figli di Abramo (Mt 3, 9). Questa parola è dunque viva nel cuore del Padre, viva sulla bocca del predicatore, viva nel cuore di chi crede e di chi ama.</description>
<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 00:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Domenica 14 Marzo 2010 : Libro di Giosuè 5,9.10-12. </title>
<category>LECTIO 1</category>
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<description>Allora il Signore disse a Giosuè: "Oggi ho allontanato da voi l'infamia d'Egitto". Quel luogo si chiamò Gàlgala fino ad oggi. 
Si accamparono dunque in Gàlgala gli Israeliti e celebrarono la pasqua al quattordici del mese, alla sera, nella steppa di Gerico. 
Il giorno dopo la pasqua mangiarono i prodotti della regione, azzimi e frumento abbrustolito in quello stesso giorno. 
La manna cessò il giorno dopo, come essi ebbero mangiato i prodotti della terra e non ci fu più manna per gli Israeliti; in quell'anno mangiarono i frutti della terra di Cànaan. 
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<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 00:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Domenica 14 Marzo 2010 : Salmi 34<font size="-2">(33)</font>,2-3.4-5.6-7. </title>
<category>PSALMUS</category>
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<description>Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode. 
Io mi glorio nel Signore, ascoltino gli umili e si rallegrino. 
Celebrate con me il Signore, esaltiamo insieme il suo nome. 
Ho cercato il Signore e mi ha risposto e da ogni timore mi ha liberato. 
Guardate a lui e sarete raggianti, non saranno confusi i vostri volti. 
Questo povero grida e il Signore lo ascolta, lo libera da tutte le sue angosce. 
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<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 00:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Domenica 14 Marzo 2010 : Seconda lettera di san Paolo apostolo Corinti 5,17-21. </title>
<category>LECTIO 2</category>
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<description>Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove. 
Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. 
È stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione. 
Noi fungiamo quindi da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. 
Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio. 
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<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 00:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Domenica 14 Marzo 2010 : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 15,1-3.11-32. </title>
<category>EVANGELIUM</category>
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<description>Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. 
I farisei e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia con loro». 
Allora egli disse loro questa parabola: 
Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. 
Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. 
Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. 
Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. 
Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. 
Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. 
Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! 
Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; 
non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. 
Partì e si incamminò verso suo padre. Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. 
Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. 
Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi. 
Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, 
perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa. 
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; 
chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. 
Il servo gli rispose: E' tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. 
Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. 
Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. 
Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. 
Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; 
ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato». 
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<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 00:00:00 +0100</pubDate>
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<item><title>Domenica 14 Marzo 2010 : Commento San Pietro Crisologo </title>
<category>MEDITATIO</category>
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<description>        Colui che dice queste parole giaceva a terra. Prende coscienza della sua caduta, si accorge della sua rovina, si vede immerso nel peccato e grida : « Mi leverò e andrò da mio padre ». Da dove viene questa speranza, questa franchezza, questa fiducia ? Dal fatto che si tratta proprio di suo padre. « Ho perso, dice dentro di sè, la mia condizione di figlio ; ma lui non ha perso la sua condizione di padre ; Non c'è bisogno di un estraneo per intercedere presso un padre : il suo affetto interviene e supplica nel più profondo del cuore. Le sue viscere paterne lo spingono a generare di nuovo il figlio per mezzo del perdono. Pur colpevole, andrò da mio padre. » 
 
        E il padre, visto il figlio, vela subito la sua colpa. Preferisce la parte di padre a quella di giudice. Lui che desidera il ritorno del figlio e non la sua perdita, trasforma subito la sentenza in perdono ... « Gli si gettò al collo e lo baciò ». In questo modo il padre giudica e corregge : dà un bacio in luogo di un castigo. La forza dell'amore non tiene conto del peccato. Perciò il padre, con un bacio, rimette la colpa di suo figlio ; la copre con i suoi abbracci. Il padre non svela il peccato di suo figlio, non sciupa suo figlio, ma cura le sue ferite in modo che non lascino nessuna cicatrice, nessun disonore. « Beato l'uomo a cui è rimessa la colpa, e perdonato il peccato » (Sal 31, 1). </description>
<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 00:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Sabato 13 Marzo 2010 : Libro di Osea 6,1-6. </title>
<category>LECTIO 1</category>
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<description>"Venite, ritorniamo al Signore: egli ci ha straziato ed egli ci guarirà. Egli ci ha percosso ed egli ci fascerà. 
Dopo due giorni ci ridarà la vita e il terzo ci farà rialzare e noi vivremo alla sua presenza. 
Affrettiamoci a conoscere il Signore, la sua venuta è sicura come l'aurora. Verrà a noi come la pioggia di autunno, come la pioggia di primavera, che feconda la terra". 
Che dovrò fare per te, Efraim, che dovrò fare per te, Giuda? Il vostro amore è come una nube del mattino, come la rugiada che all'alba svanisce. 
Per questo li ho colpiti per mezzo dei profeti, li ho uccisi con le parole della mia bocca e il mio giudizio sorge come la luce: 
poiché voglio l'amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti. 
</description>
<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 00:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Sabato 13 Marzo 2010 : Salmi 51<font size="-2">(50)</font>,3-4.18-19.20-21. </title>
<category>PSALMUS</category>
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<description>Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; nella tua grande bontà cancella il mio peccato. 
Lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato. 
poiché non gradisci il sacrificio e, se offro olocausti, non li accetti. 
Uno spirito contrito è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi. 
Nel tuo amore fa grazia a Sion, rialza le mura di Gerusalemme. 
Allora gradirai i sacrifici prescritti, l'olocausto e l'intera oblazione, allora immoleranno vittime sopra il tuo altare. 
</description>
<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 00:00:00 +0100</pubDate>
</item>
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<title>Sabato 13 Marzo 2010 : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 18,9-14. </title>
<category>EVANGELIUM</category>
<guid isPermaLink="false">2010-03-13 - EVANGELIUM</guid>
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<description>Disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri: 
«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano. 
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. 
Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo. 
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore. 
Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato». 
</description>
<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 00:00:00 +0100</pubDate>
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<item><title>Sabato 13 Marzo 2010 : Commento San Gregorio Magno </title>
<category>MEDITATIO</category>
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<link>http://vangelodelgiorno.org/</link>
<description>        Con quale attitudine il fariseo, che saliva al Tempio per farvi la sua preghiera, e aveva fortificato la cittadella della sua anima, si disponeva a digiunare due volte la settimana e pagare le decime di quanto possedeva. Dicendo « O Dio, ti ringrazio » , è ben chiaro che aveva messo in atto tutte le precauzioni immaginabili per premunirsi. Ma lascia una breccia aperta ed esposta al suo nemico aggiungendo : « Che non sono come questo pubblicano ». Così, con la vanità, ha concesso al suo nemico di poter entrare nella città del suo cuore, che purtuttavia egli aveva chiuso con i chiavistelli dei suoi digiuni e delle sue elemosine.  
 
        Tutte le altre precauzioni sono dunque inutili, quando rimane in noi qualche apertura attraverso la quale il nemico possa entrare... Questo fariseo aveva vinto la gola con l'astinenza ; aveva superato l'avarizia con la generosità... Ma quanti sforzi in vista di questa vittoria sono stati annientati da un solo vizio ? dalla breccia di una sola colpa ? 
 
        Per questo, bisogna non soltanto pensare a praticare il bene, ma anche vegliare con cura sui nostri pensieri, per tenerli puri nelle nostre opere buone. Perché se sono fonte di vanità o di superbia nel nostro cuore, combattiamo allora soltanto per vana gloria, e non per la gloria del nostro Creatore.</description>
<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 00:00:00 +0100</pubDate>
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